..il sentimento è un manufatto culturale


Ma l'antropologo, che fa?

10.03.2012 19:38

Nell'immaginario dei più rimane un grosso frainteso. C'è chi pensa a Lombroso, chi lo relega esclusivamente in luoghi esotici. Il mito dell'antropologo che si occupa del  "dei primitivi" alberga nella testa dei più, vivo più che mai. Molti sarebbero pronti a riconoscere tra i migranti africani soggetti interessanti per l'antropologo, ma non nei tedeschi.Gli stessi non si stupirebbero delle attenzioni per una comunità di albanesi.

E ancora, nonostante sboccino  mediatori "culturali", l'assordante assenza degli antropologi nrlla gestione del servizio rimane un mistero. Parmi ben scomodo definire una mediazione "culturale" se l'unico esperto è la persona madrelingua. Sarebbe corretto definirla mediazione linguistica. Non solo. Nel 2002 l'organizzazione mondiale della sanità tira fuori l'International Functiong Classification, un sistema di classificazione del funzionamento umano utilizzato anche ( e non solo) come ausilio per definire la gravità della disabilità. Ora questo sistema adotta un approccio antropologico, definendo l'handicap il risultato dell'incontro della persona con il contesto. Per capirci in quest'ottica la persona su sedia a rotelle in un contesto completamente privo di barriere architettoniche è senza handicap. O ancora lo straniero appena arrivato che non parla una parola di italiano ha un handicap della comunicazione temporaneo, che si risolve quando impara la lingua. Ecco quindi un campo che sembrerebbe dunque bisognoso delle risorse dell'antropologia, ma intorno al quale altre discipline bazzicano senza risolversi a chiamarla direttamente in causa. In questi ultimi tempi in tanti abbiamo sentito tirar fuori gli stereotipi legati alla donna, il rapporto ombra CEDAW ha messo in risalto i lati oscuri del sistema che soggiace a dati oggettivamente agghiaccianti relativi a un trend italiano in continua crescita: quello dei femminicidi in famiglia. Il rapporto ha ben evidenziato le criticità culturali che boicottano l'efficacia di interventi giudiziari e dell'operato dei servizi sociali. Ancora assordante silenzio. Il discorso sui modelli familiari, legato a una realtà oggi inesistente, la laicità dello Stato, i beni comuni..insomma campi di ricerca azione non mancano. Quel che manca è l'affrontarli. E i risultati si vedono per tutto il Paese.

"Quali prospettive abbiamo?", leggo qua è la sul web da appassionati studenti e studentesse. Un pò meno di quelle di uno che voglia fare il pittore, mi sentirei di rispondere. A meno che...

 

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